BIOGRAFIA

Acrobata nella vita e nella musica, Michele Fazio è l’esempio di un musicista eclettico capace di spaziare dal jazz, alla musica classica, alle colonne sonore. Originario di Grumo Appula, il suo stile rappresenta la perfetta fusione di innovazione, tecnica e gusto per la melodia. Dotato di un pianismo trasversale mai banale, le sue composizioni si sono sin da subito ben adattate al commento per immagini. Numerose a tal proposito, le collaborazioni con registi come Mino De Cataldo con il quale ha composto le musiche per tre cortometraggi e Sergio Rubini, suo compaesano ed amico d’ infanzia, per il quale ha composto nel 2000 le musiche del film “ Tutto l’ amore che c’è “ e nel 2013 le musiche del fortunatissimo recital “ La guerra dei cafoni “, grande successo di critica e pubblico. Musicista internazionale, Michele Fazio ha collaborato con artisti del calibro di Patty Pravo, con la quale ha registrato due album, Gianluca Grignani, Antonella Ruggiero, Fabio Concato, Francesco Tricarico, Ronnie Jones,  Joyce Yuille,  Judith Ermeline,  Mick Abrahams (Jethro Thull),  accompagnando in tour anche Cochi e Renato e Teo Teocoli. Nel 2000 l’ uscita del suo primo album  “Percorsi”  a cui seguirà nel 2005 “Waves“ coprodotto con Damiano Marino. Il viaggio musicale del pianista pugliese continua , con altri due album solisti pubblicati entrambi dall’ etichetta “Abeat Records“ ,  “Visione passeggera“ (2011) registrato ad Oslo dal famoso ingegnere del suono Jan Erik Kongshauk (Ecm) promosso in tour anche in Germania ed il recentissimo “L’ acrobata” registrato allo studio “Artesuono recordin “ ( Stefano Amerio) in trio con Marco Loddo al contrabbasso ed Emanuele Smimmo alla batteria, presentato lo scorso novembre nella XXIX edizione del prestigioso  “Festival Time Zones “.

“L’acrobata“ rappresenta il punto di arrivo di un’artista maturo, capace di toccare con le sue composizioni le corde più profonde dell’anima. Nove le composizioni originali che portano la sua firma ed uno standard jazz totalmente arrangiato in chiave personale per un disco dalla forte tensione emotiva, in bilico tra una dimensione onirica e nuovi orizzonti musicali

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